galani ripieni

GALANI RIPIENI E SEGNALIBRI SPECIALI

Cercavo una delle sue ricette segrete. Lei, mia nonna Teresa (che non ho mai capito perché tutti chiamassero Gina), non aveva quaderni. Non teneva appunti.

Allora ho pensato che quella ricetta lì, quella che faceva ad ogni Carnevale, doveva per forza essere da qualche parte.

Da quando è mancata, nel 2006, ho preso con me tutti i suoi libri e libriccini. Dall’Artusi a quelli che davano in omaggio con certi prodotti, riviste, settimanali. Cose così. Li ho presi perché l’unico antidoto alla morte è ricordare, celebrare chi non c’è più attraverso i suoi insegnamenti. E metterli in pratica. Nel mio caso, rispolverando le sue ricette, che erano deliziose. Ed erano dei must: le palline di cioccolato, la torta di mele, i galani ripieni di confettura all’albicocca. Ecco cosa cercavo.

Tra tutti i libri della nonna quello che preferisco è I dolci fatti da me, di Francesca Maria Sole, Edizioni Paoline stampato nel 1986. Avevo 5 anni.

I dolci fatti da me

E adesso che di anni ne ho 35 e le mie nonne non sono più con me, libri come questo diventano piccole reliquie. E più passa il tempo, più le pagine ingialliscono, più ci sembrano tesori di inestimabile valore.

Non ho voluto togliere i suoi segnalibro. Ho lasciato tutto com’era (e dov’era). Pezzi di carta di fortuna, presi di fretta. Il nastro con cui arrivavano la domenica le paste, che lei conservava. Anzi no, ce l’aveva proprio quel nastro giallo, perché i miei nonni avevano un piccolo negozio di alimentari dove vendevano un po’ di tutto. Cose e gesti di una volta. Di tanto tempo fa. Ma che oggi sono diventati preziosi.

i dolci fatti da me

Quella ricetta non l’ho trovata. Però ho riadattato quella su cui ho trovato lo speciale segnalibro. Sperando che fosse una sua indicazione dall’alto.

 

P.s.: No, galani buoni come li faceva lei non sono riuscita a farli. Ma ci sono andata vicino. Unica (grande) difficoltà: attenzione a non far uscire la confettura mentre friggono!

 

Ingredienti

300 g di farina

40 g di burro

50 g di zucchero

2 uova

vino bianco secco

una presina di sale

olio da frittura

zucchero a velo

 

Disponete la farina a cratere e al centro mettere sale, uova, zucchero, burro ben morbido (o appena fuso), uno spruzzo di vino bianco e impastate lavorando bene gli ingredienti finché la pasta sia a giusta consistenza. Lasciatela riposare 10 minuti, poi stendetela a regola d’arte (io ho usato la nonna papera. Mia nonna usava il mattarello…). Ritagliatela a strisce piuttosto larghe con l’apposita rotella dentellata e mettete qualche ciuffetto di confettura di albicocche qui e là. Ripiegate su se stesse le strisce come fareste per dei ravioli facendo molta attenzione a sigillare bene, affinché non esca la marmellata durante la frittura. Friggete i galani finché non saranno leggermente dorati e, una volta sistemati sul piatto di portata, polverizzateli con zucchero a velo.

galafin ripieni nonna gina

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