sale

IL SALE DELLA VITA

Pare proprio sia tutto da rifare sul sale a tavola: uno studio pubblicato sulla rivista Lancet dimostra che anche poco sale – 3 g al giorno, peraltro una quantità maggiore rispetto alla dose giornaliera oggi raccomandata (2,3 grammi al dì ossia un cucchiaino da tè) – fa male alla salute e potrebbe alzare il rischio di infarto e ictus. Il consumo ideale di sale è invece 4-5 grammi al dì. Tra tutte le notizie arrivate negli ultimi giorni in materia di alimentazione (diete in primis, visto che con l’estate in arrivo – si spera – ci si scopre sempre di più), questa è quella che più mi ha colpito.
Sì, perché il sale fa male, basta con quel sale, ancora sale?, la minestra è insipida ma no, troppo sale alza la pressione.
E poi il sale ingrassa. Gonfia. Fa ritenzione idrica. E se nell’acqua c’è più di una particella di sodio allora non la bevo, sennò ingrasso.

Poi mi ritorna in mente una storia, quella di mia nonna. Tanto tempo fa, nell’isola di Rodi, dove è nata nel lontano 1924. Sissignori, Rodi nell’Egeo, quell’isola stupenda incastonata in un mare azzurro, di un azzurro che non avete mai visto.
Mia nonna da piccola non era come gli altri bambini. Invece delle caramelle, degli zuccherini, lei sgranocchiava sale. Il sale grosso che la sua, di nonna, raccoglieva in casseruole facendo evaporare l’acqua del mare.
Lei era molto preoccupata. La faccenda del sale era una cosa seria.
Un medico del posto allora visitò la piccola e concluse che era sana come un pesce e “se mangiava il sale era perché il suo corpo stesso lo chiedeva”.

Oggi leggo questa notizia e mi ritrovo a sorridere pensando a chi aborra il sale.

Morale della favola 1: dal troppo al poco, la virtù sta nel mezzo.

Morale della favola 2: ascoltiamoci di più (vi ricordo che se “sentiamo il bisogno” mangiare junk food NON è un bisogno fisiologico, ma una dipendenza). Senza esagerare, come in tutte le cose.

Morale della favola 3: le nonne hanno sempre ragione.

 

(fonte notizia: ANSA)

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