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COS’È L’EDUCAZIONE ALIMENTARE

L’educazione alimentare? È come l’araba fenice: cosa sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.
Il termine, infatti, sempre di più, è sulla bocca di tutti. Perché l’educazione alimentare è importante, perché fa bene, perché è una “cosa buona”, perché c’è l’Expo, le ragazze sono sempre a dieta perché si vedono grasse e sennò diventano anoressiche. No?
Ok. Facciamo un passo indietro. Siamo proprio certi di sapere cos’è l’educazione alimentare?
Tanto per cominciare, la facciamo noi, ogni giorno: a casa, quando cuciniamo, quando riponiamo in frigorifero o in freezer un alimento, o quando lo scongeliamo. Ma la facciamo anche al supermercato, in ufficio, in pausa pranzo, la sera a cena.
Educazione alimentare non è un sinonimo di dieta: è anche conservare gli alimenti, leggere le etichette di quello che acquistiamo, oltre – quello sì – seguire una corretta alimentazione.
Ecco cos’è, l’educazione alimentare. Una grande, vasta famiglia.
“L’educazione alimentare spiega e insegna come trarre ogni beneficio possibile dalla nostra alimentazione al fine di migliorare la propria salute – introduce il dottor Giovanni Mastronardi, tecnologo alimentare, Ph.D. dell’Università di Udine -. Ma bisogna farlo considerando le diverse fasce di età”, puntualizza.
Dalla culla in poi, ogni età e attività ha una sua particolare esigenza alimentare. “Come per esempio chi si dedica allo sport, con la dieta dello sportivo (per l’atleta). Educazione alimentare significa anche sapere le proprie “reazioni avverse” agli alimenti che sono allergie e intolleranze. È importante anche consumare cibi sani, quantità e rapporti, oltre che variare le proprie scelte a tavola e durante il giorno”.
Ma soprattutto è importante comprendere, per poi essere consapevoli di quello che mettiamo nel carrello della spesa “Conoscere la composizione degli alimenti, cosa e quanto assumerne, saper leggere l’etichetta e interpretarne il contenuto è basilare – spiega Mastronardi -. Come lo è conoscere e praticare i principi di igiene alimentare, come conservare e manipolare gli alimenti a casa e come prevenire il rischio di tossinfezioni alimentari”.

Dalle conserve alle pellicole o imballi per conservare gli alimenti: l’educazione alimentare passa anche da qui. “L’educazione alimentare non è quindi un’esclusiva solo per bambini o degli adolescenti a rischio, legati a disturbi del solo comportamento alimentare, come anoressia nervosa, bulimia nervosa, ma anche dell’adulto, quando si parla di obesità, diabete ipertensione, arteriosclerosi, condizioni patologiche queste non sempre relazionate al comportamento alimentare  – conclude il tecnologo alimentare Mastronardi -. Educazione alimentare significa anche comportamento, consapevolezza, procedure. Per tutti”.

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